Come risparmiare sugli asili nido



Il tema riguardante gli asili è piuttosto delicato in Italia. Le famiglie che vogliono affidare ad una struttura i propri bimbi spesso non lo possono fare per via degli elevati costi. Nel nostro Paese, i servizi dedicati all’infanzia non trovano posto neppure all’interno della “Legge di Stabilità”, e ad occuparsene sono i Comuni e le Regioni. Questo problema se ne porta dietro un altro, strettamente collegato: l’occupazione femminile. Senza le adeguate strutture, le madri devono occuparsi dei figli 24 ore su 24, rinunciando quindi in partenza alla prospettiva di un lavoro. La situazione non è delle più semplici, vediamo dunque di fare chiarezza. Le agevolazioni di tipo fiscale esistono, anche se non sono molto consistenti.

Come fare

[divider] [dropcap]1[/dropcap] Sia per gli asili privati che per quelli pubblici, è presente la detrazione Irpef che raggiunge il 19% e riguarda i genitori che hanno bambini dai 3 mesi ai 3 anni di età. Il tetto massimo su cui si può effettuare il calcolo della detrazione è di 632 euro per ciascun figlio, dunque lo sconto può arrivare al massimo a 120 euro. Trattandosi di una detrazione che si applica tenendo conto della dichiarazione dei redditi, a beneficiarne saranno coloro che dichiarano in modo corretto le proprie fonti di reddito

[dropcap]2[/dropcap] Un’alternativa all’asilo classico sono i “Tagesmutter”, soluzione recente nata per far fronte alla crisi nella quale un gran numero di famiglie si è venuto a trovare. In sostanza sono asili nido a domicilio, all’interno dei quali opera una figura professionale e ad essa vengono affidati i bambini. Come già potrebbe intuirsi dal nome, tali asili domiciliari sono diffusi nel Nord Europa e in Italia potrebbero rivelarsi ancora più utili, risolvendo ben due problemi: quello delle famiglie che non sanno a chi lasciare i bimbi, ma pure quello delle donne che sono alla ricerca di un’occupazione. Per poter lavorare in un “Tagesmutter” è obbligatorio seguire un corso di formazione specifico ed ottenere le licenze e i permessi necessari. Fra i vantaggi di questo tipo di soluzione c’è una maggiore flessibilità sugli orari e un’attenzione superiore verso i bambini, dato il loro numero ridotto rispetto alle strutture tradizionali

[dropcap]3[/dropcap] Una scelta “green”, anche in questo caso, potrebbe aiutare le famiglie a risparmiare. Parliamo di quegli asili che optano per la filiera corta per quanto riguarda il cibo. Trovare una struttura che predilige i prodotti locali consentirà di ridurre le spese, e la scelta è vincente non solo dal punto di vista economico: con tale sistema i bambini mangeranno in modo migliore, e a guadagnarci non saranno soltanto i genitori ma anche le aziende locali e, non dimentichiamolo, l’ambiente. Razionalizzare le risorse e controllare la tracciabilità di un prodotto sono alcune delle mosse che aiutano a limitare sensibilmente le spese. Tutto ciò nell’attesa – e non sarà, ahinoi, breve – che si diffondano in maniera più capillare gli “asili passivi”, in grado di raggiungere, grazie alla scelta dei giusti materiali e alle soluzioni costruttive, l’autosufficienza energetica






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